Parole al vento e volantini ben incollati

Parole al vento, quelle scritte oltre un anno fa dal nostro Comitato a responsabili del Comune di Roma a proposito dei volantini sui parabrezza delle auto e degli adesivi che decorano il nostro arredo urbano.

Ma il vento le riporta oggi tra le pagine di questo nostro blog con la speranza che qualcuno le legga e si ricordi che lungi dall’essere risolto questo è un problema che tuttora esiste nel nostro e – ahimé! – in ogni quartiere di Roma.

Tra l’indifferenza generale si assiste, giorno dopo giorno, al proliferare di volantini inseriti sugli sportelli o infilati sotto i parabrezza  delle auto e di adesivi, muniti di colle potentissime, su tutto ciò che costituisce arredo urbano e perfino sul verde pubblico.

20161113_123024Anche il giornale Metro ha richiamato, più volte, l’attenzione su questo fenomeno che rende la nostra città non solo meno attraente ma, quando piove,anche  pericolosa perché tutto finisce a terra, si mescola alle foglie e a quanto è già presente al suolo, ostruendo i tombini di scarico e creando un tappeto scivoloso soprattutto per pedoni e moto.

Questo Comitato  per il Decoro Urbano del quartiere Nomentano compie ogni settimana un giro antidegrado per il quartiere riempiendo sacchi col materiale abusivo fra lo stupore della gente che, ormai abituata all’andazzo corrente, ignora o finge di ignorare che esiste un regolamento comunale che disciplina l’affissione ed esposizione su beni situati in luoghi pubblici o aperti al pubblico ,ivi comprese le chiusure dei locali.

Più risibile appare loro la parte normativa che comprende dettagliate e articolate sanzioni.

Al fine di smentire il detto del sommo Poeta “Le leggi son ma chi pon mano a elle?”  si chiede  una maggior vigilanza sul fenomeno non difficile da debellare visto che sul materiale non mancano le indicazioni degli autori.

 

3 Comments

  1. Mi risulta incomprensibile il fatto che soprattutto i giovani usino come sistema divulgativo per i loro annunci questa antica, scorretta formula del volantino abusivo appiccicato su innocenti pali della luce, centraline dell’Acea, portoni privati, muri di abitazioni e, a volte, perfino sui tronchi degli alberi. Possibile che non conoscano l’uso dei gruppi di quartiere su Facebook, molto più mirati, utili e, soprattutto legali e non di degrado per l’ambiente? Si rimsne davvero perplessi.

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  2. Ancora più assurdo che l’AMA, per propagandare le raccolte domenicali di rifiuti ingombranti nei vari Municipi, attacchi manifesti sui muri pubblici del quartiere emulando così coloro che usano sistemi di pubblicità abusiva vietata. Questa Azienda, che i cittadini pagano per tenere pulita la città, contribuisce così a renderla sporca e indecorosa.

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