Il tempo della Biblioteca

Di Maria Antonietta Laganà –

Il tempo  in una biblioteca ha una dimensione tutta sua. Diversa da quella di qualsiasi altro luogo fisico, più simile a quella interiore della coscienza che non percorre mai una direzione univoca, ma torna indietro, volteggia e fluttua da un passato più remoto ad uno più recente, dal nostro presente ad un immaginato futuro e, stratificando le emozioni si espande come le onde dell’eco, come i cerchi nell’acqua.

Non valgono per una biblioteca i luoghi comuni come “ il tempo è denaro”, perché lì è ricchezza dell’anima e nemmeno il detto “Tempus fugit”, perché qui, al contrario, il tempo si  ritrova e si dilata. Gli stessi libri catalogati e sistemati in posizione verticale sullo stesso piano, l’uno accanto all’altro, ci aiutano a capire il perché, infatti mostrando sul dorso titoli che rimandano a tempi storici diversi, personaggi differenti, li vediamo coabitare pacificamente e li troviamo tutti a portata di mano.

La qualità specifica del tempo della biblioteca è a livello intellettuale, infatti che senso ha dire “ sono stato tre ore in biblioteca” se leggendo ed esaminando documenti ed edizioni abbiamo, in realtà, attraversato secoli, valicato  il ponte della Storia e, senza perdere noi stessi, siamo diventati contemporanei di Giulio Cesare, abbiamo combattuto le battaglie di Napoleone, abbiano riflettuto con Leopardi sul dolore della vita? Il tempo della biblioteca aiuta a “confondere”, cioè a recuperare e fondere insieme le particelle smarrite di un vasto mosaico andato in pezzi. E’ come se lì qualcuno tessesse una grande tela dove, tra la trama degli eventi storici, scientifici e letterari e l’ordito delle riflessioni mentali, si riallacciassero i fili spezzati, si ritrovassero il senso e l’ordine andati perduti. Ogni biblioteca, per quanto sgangherata, offre tantissimo, generosamente. Apre la mente e, aprendola, combatte il degrado fisico, sociale, mentale, allarga gli orizzonti, riporta ordine, riflessione, conoscenza, capacità critica.

Library
Library

Il nostro quartiere non ha una biblioteca comunale, la più vicina è quella di Villa Mercede a San Lorenzo, ed è una mancanza pesante. Diventa improrogabile, quindi,  dar seguito alla proposta avanzata da tanti cittadini di utilizzare l’ex ittiogenico come  biblioteca, dotando il quartiere di un centro per la ricerca, lo studio, gli incontri culturali e tutti gli eventi positivi che ad essa possano ricondursi.

 

2 Comments

  1. Bellissima descrizione di una biblioteca, ma soprattutto della dilatazione della mente, operazione questa, sempre meno perseguita, tanto da non essere più un valore sociale. Sarebbe bello che una biblioteca nel quartiere potesse contribuire a quelle dilatazioni della mente.

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