Turista, tu resti?

Che Roma, non solo sia fuori dal podio delle città più visitate al mondo ma che addirittura non rientri nemmeno tra le prime quindici, è cosa che grida vendetta.

Se il turismo in Italia nel 2015 ha registrato un andamento positivo rispetto all’anno precedente, Roma e la Regione Lazio negli ultimi dieci anni hanno perso 4milioni di turisti e circa 540milioni di Euro di entrate, che sarebbero stati necessari come l’aria. Inoltre la presenza a Roma del turista è in media di 2,5 giorni, ossia di un miserevole weekend, una “toccata e fuga”, un volo del soldino nella Fontana di Trevi.

Già, le fontane, anzi le Fontane!!! A Roma basterebbe solo valorizzare un percorso attraverso lo splendore delle sue diversissime fontane barocche o moderne, nelle strade o nei giardini per inchiodare il turista almeno per una settimana. Ma dai sindaci poco o niente nella giusta direzione. Faccio due esempi di errori capitali, oltre al penoso problema del trasporto pubblico di Roma, alla carenza di infrastrutture, all’infelice raccolta rifiuti, alla burocrazia e insicurezza ormai un po’ dovunque nella città, argomenti che do per scontati.

Primo caso: Roma possiede una cosa unica al mondo, che quando ti appare davanti in tutto il suo splendore e nella sua prepotente realtà, tu rimani a bocca aperta. Visitabile al costo di 4 euro, quasi gratis. Parlo della preziosa  Domus di Porta Marina, nel museo dell’Alto Medioevo, regolarmente sottovalutata e pochissimo pubblicizzata, lontana dal centro e dal suo luogo di ritrovamento.

Si tratta di una sala di rappresentanza di una domus romana vista dall’interno, esattamente come era alla fine del IV secolo con marmi e mosaici policromi, opera in opus sectile con decorazioni in marmi pregiatissimi e colorati, che proviene da Ostia Antica dove si affacciava sul mare alla fine della via principale. Il crollo delle pareti, una sull’altra, l’hanno salvata nel corso dei secoli dai saccheggi, restituendoci, dopo un lavoro di restauro durato 40 anni, un unicum a Roma e nel mondo intero.

Bene, chi di voi la conosce, chi l’ha vista, chi ne ha sentito parlare? Non sarebbe logico e necessario legare la visita di questa sala straordinaria a quella di Ostia Antica? E, invece, nessuna indicazione della presenza di tanto valore, nemmeno nella stazione metropolitana più vicina, all’Eur, e nessuna indicazione anche del vicino Museo Etnografico Pigorini.

Perché a Roma nemmeno nelle stazioni della metropolitana è indicata la presenza, nelle vicinanze, di questi tesori e come raggiungerli!

Secondo caso: nel 2012, durante la costruzione degli orribili grattacieli di 11 piani della “Città del Sole”, che nulla hanno a che fare col contesto urbanistico tra la stazione Tiburtina e via della Lega Lombarda, è venuto fuori dal silenzio dei secoli un sito archeologico notevole, non i due coccetti che a Roma trovi ovunque scavi, ma un’area  molto interessante, che vedeva la presenza di una zanna di  tre metri e di un femore di mammuth, l’Elephas di 650mila anni fa, resti del Pleistocene tra i più antichi nella zona romana, ma anche elementi  di un insediamento che va dal V sec. a. C. al Rinascimento. I reperti più significativi: un Mitreo del III sec. d.C. particolarmente bello e ben conservato, con tarsie in marmo; un colombario del III sec. decorato con un prezioso mosaico; un sarcofago straordinario con bassorilievi ispirati a motivi cristologici; olle cinerarie con pitture policrome e una vasca dalle dimensioni monumentali, probabilmente per l’iniziazione al culto mitraico.

Bene! Nonostante la protesta dei comitati e dei residenti, che vedevano nel mantenimento in loco del sito, magari conservato sotto un vetro protettivo, un’occasione unica per il quartiere e per il turismo in genere di avere un’area ricca e significativa, i reperti sono stati asportati, sistemati fuori contesto non si sa dove, sono stati ricostruiti gli ignobili mostri, ricoprendo tutto il resto venuto alla luce e privando la zona, luogo naturale del ritrovamento, di una magnifica testimonianza.

Accanto ai singoli errori così macroscopici, c’è una visione generale miope che non permette la messa a fuoco dell’enorme potenzialità che ha Roma ed è stata imboccata la via del declino culturale, mentre tutto dovrebbe portare ad un’offerta turistica riorganizzata, con il potente aiuto del web. La promozione in internet può amplificare, raggiungendo il mondo intero, le immagini e la storia di Roma, le domus, i Fori, le personalità del passato repubblicano e imperiale, il papato, il Vaticano, il Barocco, le statue, i giardini, le Ville.

Esistono ampi spazi di manovra e di possibilità di miglioramento per stimolare il turista a venire e poi a restare più a lungo, organizzando un calendario di eventi e convegni appetibili per un pubblico internazionale, facendo di Roma la città in cui il visitatore si imbeva di arte e cultura, si faccia sorprendere dalla Sindrome di Stendhal e si goda anche l’intrattenimento, il mare, l’entroterra con tutte le sue bioagricole diversità.

Occorrono investimenti, coordinamento, persone giuste al posto giusto, ma ne vale la pena per dire al turista: RESTA!

Maria Antonietta

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