Taccuino

Allora, vediamo un po’, abito a Roma e quando esco di casa, chiudendomi alle spalle la porta blindata, devo tenere presente alcune cosette: mettere la borsa a bandoliera, contro gli scippi; tenere le chiavi di casa in una tasca poco visibile; avere tanta tanta pazienza alla fermata dell’autobus; attraversare la strada con estrema attenzione dato che le strisce sono scomparse da tempo per mancanza di manutenzione; non passare nei giardini quando sono pieni di gente alcolizzata; sgusciare tra le decine di mani africane che si allungano alla ricerca di soldi, e non sempre solo di quelli; non perdere di vista le buche e le lastre basculanti del marciapiede; sfuggire ai totem, cioè ai graziosi oggetti di ogni tipo che stazionano pittorescamente un po’ ovunque (televisori, sedie, poltroncine, pezzi di bicicletta e di motore, per esempio), non inciampare sui pali, che in vita erano segnali stradali e che ora, stramazzati al suolo, lì restano stecchiti, magari avvolti nel nastro di plastica giallo o rosso, quello che avvisa dei lavori in corso e che rimane legato al palo, come la coda alla sua stella cometa; salutare i commissariati di polizia che stanno per essere smantellati; evitare la possente deiezione del gabbiano in volo radente sul cassonetto debordante e, last but not least, ultima annotazione di grande attualità: mai mettersi tra il cinghiale e la sua via di fuga. Poi andare nella giungla, dove si sta  più sicuri.

Maria Antonietta

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