L’ebbrezza di una birra

Quando vedi una bottiglia di birra abbandonata sulla scalinata dell’ufficio postale di piazza Bologna, puoi pensare che sia l’atteggiamento maleducato di un bevitore di birra solitamente notturno e il pensiero successivo non può che stigmatizzare tale azione dicendo che maleducato è il bevitore e inutile e forse dannosa è la birra.

Attenzione! Sul primo punto non c’è alcun dubbio: il bevitore che ha lasciato la bottiglia vuota è un grande maleducato e, se vogliamo, è anche un cretino perché una bottiglia di birra abbandonata può diventare un mucchio di vetri rotti e addirittura un’arma per qualcuno che ha bevuto più di lui e ha voglia di litigare. Ma sul secondo punto dobbiamo riflettere perché la birra ha una storia millenaria.

Pare che la prima birra sia stata realizzata in Mesopotamia circa 7000 anni fa. La prima ricetta di birra mai ritrovata fino ad ora risale a più di 5000 anni fa e la prima pubblicità sulla birra risale al 4000 A.C. ed è stata ritrovata nell’attuale Iran dall’archeologo italiano Paolo Matthiae sulle tavolette di Ebla. Si può vedere una donna con due grandi boccali di birra con la didascalia: “Bevete birra Ebla, la birra con il cuore di un leone!”.

Questi forse sono alcuni dei motivi che spingono i visitatori notturni di piazza Bologna a bere birra. E’ una romanticheria: è bello sorseggiare birra sapendo che anche gli antichi faraoni ne bevevano. Chissà se questi ultimi poi lasciavano le bottiglie sui gradini dei templi che avevano fatto costruire, così come fanno i nostri amici di piazza Bologna. Alcuni di loro, dei Faraoni intendo, pagavano parzialmente i lavoratori delle grandi Piramidi con la birra, alcuni dei nostri contemporanei se la producono in casa, diventando “domozimurghi”, dal latino “domo”, casa, e “zimurgo”, colui che pratica la “zimurgia”, la scienza dei processi di fermentazione.

Ora vorrei raccomandare ai nostri amici bevitori di fare attenzione perché rischiano di diventare affetti da “cenosillicafobia” o “cenosillicaphobia” che è la paura di trovare il boccale vuoto. Chi soffre di questa fobia può arrivare ad avere anche attacchi di panico se intravede il fondo del boccale.  Pensate alle centinaia, forse migliaia di bevitori notturni di piazza Bologna che ci diventano tutt’ad un tratto cenosillicafobici. E’ il delirio… altro che prove del palloncino. Non finiscono più di bere.

A loro voglio dire: non guidate dopo aver lasciato le vostre bottiglie vuote perché è molto pericoloso, pensate che il primo incidente stradale dovuto al troppo alcol risale al 2000 A.C. in Egitto. Un auriga, il conducente delle bighe, dopo aver bevuto troppo, investì una vestale della dea Hathor. Per punizione il suo corpo venne crocefisso alla porta della taverna che gli vendette la birra e il suo corpo rimase lì finché gli animali non lo divorarono completamente. Ricordate sempre: o bevi, o guidi! Potete rischiare di essere crocefissi sui gradini del palazzo delle poste di piazza Bologna.

Non mi preoccupo per voi ma per la gente pulita, cortese e collaborativa come questo signore che, oltre a raccogliere le vostre stramaledette bottiglie finirebbe per dover raccogliere anche voi.

Valter

(le informazioni storiche della birra le ho trovate su internet, non sono in grado di verificarle… le bottiglie vuote sui gradini del palazzo delle poste di piazza Bologna le ho trovate personalmente e non hanno bisogno di ulteriore verifica)

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