Ricordare Enzo, uno di noi

Enzo Fioritto è un giovane che vive a Roma, nel quartiere Parioli, tra Piazza Pitagora e Piazza Euclide.

Figlio di un ufficiale dell’Esercito, respira fin da piccolo l’aria delle caserme, frequenta le scuole della zona. Il San Gabriele a viale Parioli, la scuola media di via Tevere.

Possiamo immaginarlo camminare, sorridente, per le vie del quartiere, giocare nella vicina villa Borghese con il fratello Emanuele e la sorellina Emma, felici, sereni, come lo siamo stati tutti noi, frequentare il catechismo o l’oratorio dai Gesuiti di San Roberto Bellarmino.

Enzo, uno di noi, non solo perché ha frequentato luoghi conosciuti, percorso i medesimi itinerari, condiviso le stesse emozioni, osservato scorci e vedute familiari, ma anche perché il suo ambiente domestico, la sua famiglia, è uguale ai nostri: genitori, figli, gesti quotidiani condivisi in un austero e tranquillo palazzo romano, simile in tutto a quelli dove oggi viviamo.

Sì, Enzo, proprio uno di noi, eppure la sua storia e il suo percorso esistenziale ci propongono qualcosa di grande, un esito straordinario, forse tragico e doloroso, ma nello stesso tempo eroico, parola abusata, che rischia di apparire retorica e che invece, mai come in questo caso, è ampiamente giustificata. Morirà infatti poco più che ventenne, dopo aver combattuto nei violenti scontri del Settembre ’43 che interessarono vaste aree della città tra Porta San Paolo, il quartiere Ostiense, la Passeggiata archeologica, dietro il palazzo oggi sede della FAO.

Proprio qui, il 10 settembre 1943, mentre cerca di respingere le forze tedesche, infinitamente superiori, che volevano entrare a Roma all’indomani dell’armistizio, Enzo, al comando dei suoi uomini e di un plotone carri del Regio Esercito, resta gravemente ferito.

Trasportato in ospedale, nonostante la profonda ferita al braccio – non ci sono medicine sufficienti né flaconi di sangue per trasfusioni quella sera al Fatebenefratelli, sull’Isola Tiberina – ha la forza di fare un’ultima telefonata a casa, rassicurando il padre e la madre, con l’estremo sorriso dei suoi vent’anni : “Solo un graffio…non è niente…state tranquilli”.

Nella notte si aggrava, negli ultimi momenti di lucidità chiede i Sacramenti, all’alba dell’11 settembre Enzo ci lascia.

Due anni più tardi al sottotenente Fioritto viene assegnata la Medaglia d’oro al Valor militare:

“ …. più volte colpito… alla testa dei suoi uomini… si lanciava nuovamente sull’avversario nel disperato tentativo di interdirgli la via della Città Eterna… giovanissimo ufficiale, in un periodo di generale smarrimento, additava ai più, con l’estremo sacrificio, la via del dovere e dell’onore ”.

Perché, allora, raccontare tutto questo?  Che senso ha riaprire capitoli chiusi della nostra storia, per giunta di un periodo confuso e contraddittorio?

A volte non occorre guardare lontano per trovare esempi e motivazioni: si tratta di riflettere sul fatto che, in un momento quanto mai incerto, giovani poco più che ragazzi, seppero mantenere vivo il loro giuramento di fedeltà, coerenti fino all’estremo Sacrificio, capaci di costruire, forse senza coglierne i contorni esatti, ma con immensa passione civile, i primi mattoni del futuro assetto repubblicano, senza alcun odio ideologico, con la sola forza del proprio attaccamento ai Valori più autentici.

Seppero indicarci, pure nella logica crudele della guerra, comportamenti e atteggiamenti virtuosi che oggi, in un momento non facile sia dal punto di vista economico ma anche di affievolimento di valori, vanno riproposti con coraggio.

Giovani figli delle nostre famiglie e del nostro ambiente, quanto mai vicini a noi, ai nostri giovani, ai nostri ragazzi, ai quali varrebbe proprio la pena riproporre questa storia, la storia di Enzo, uno di noi !

BUON 25 APRILE !

Una targa ricorda Enzo Fioritto all’inizio di viale Bruno Buozzi, a destra, subito dopo Piazza Pitagora, lungo la discesa, sulla casa dove abitava.

 

Un’altra sulla facciata della Parrocchia dove fu battezzato, in via Nomentana la Basilica di Santa Agnese …

e un’altra, in viale Baccelli dove cadde Enzo Fioritto, Med. D’oro al V.M. S. Ten. 4° Regg. Car. 29-8-1921 – 10-9-1943

 

 

 

 

Massimo Santucci

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