Abbattimento si abbattimento no – la Terra dei cachi

Sono anni che cittadini, residenti e comitati lottano per l’abbattimento della tangenziale che sovrasta e soffoca l’ingresso della stazione Tiburtina per circa 500 metri.  I cittadini si sottopongono volentieri ai gravi disagi che i lavori inevitabilmente comporteranno non perché siano masochisti, ma perché sanno che solo dall’abbattimento del mostro in cemento può iniziare una concreta guerra al degrado, solo a partire da quella specifica opera potranno cessare i miasmi che da lì sotto salgono, causati da un’umanità allo sbando e pericolosa.

Tante sono state le riunioni con le istituzioni nel corso del tempo,  vari  i progetti presentati da architetti più o meno visionari ma alla fine solo uno e sempre lo stesso risultava il piano approvato e utile: l’abbattimento della tangenziale. Del resto lo stesso abbattimento era già previsto al momento della realizzazione della grande e moderna stazione Tiburtina.

Non solo i soldi ci sono ma sono anche vincolati a questo progetto, e allora tutto chiaro? Per niente, avvengono infatti cose strane che tentano di riavvolgere il nastro per farci ritrovare al punto di partenza, rimettendo in discussione quello che non può più essere discusso. Sembra il gioco delle tre carte. Dov’è l’abbattimento? E’ qui? E’ li? E’ sotto questa carta? E’ sparito?

Ecco infatti l’ultima raffinata chicca. Il Presidente della Commissione Trasporti, Enrico Stefàno che il 13 aprile scorso in un comunicato stampa definisce ” eventuale” l’abbattimento. Ora “eventuale” a casa nostra significa “che può avvenire o no, casuale, possibile ma non probabile, se sarà il caso, forse che sì, forse che no”, come nella Terra dei cachi, dove gli affari sono loschi e non si capisce mai dove sia la Verità.

No, caro Presidente Stefàno, l’abbattimento della tangenziale è certo, sicuro, doveroso, obbligatorio, improrogabile, indispensabile, dovuto e di vitale importanza per tutta la città. E deve avvenire, senza i giardini di Babilonia, senza gli orti pensili urbani o inurbani che siano, senza fronzoli, senza scherzi.

Uscendo finalmente dalla Terra dei cachi.
Maria Antonietta

2 Comments

  1. Certamente sarebbe un bel vedere per i turisti che sbarcano alla Stazione Tiburtina per visitare la “Città Eterna”. Una bella serie di rampe che incorniciano quanto di più indecoroso ci possa essere per una città

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  2. un bell’articolo, che, sinteticamente, ma efficacemente, esprime la situazione e stigmatizza i comportamenti di politici che affrontano soltanto le questioni quando hanno un interesse diretto, altrimenti ….. lasciano scorrere il tempo, in attesa che i loro interessi possano trovare sbocco.
    Mauro

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