A che servono i Municipi?

Nella nostra città il confronto sulle problematiche amministrative è sempre molto difficile: si viene presto etichettati sotto questa o quella bandiera politica e la polemica s’infiamma più per contrasti ideologici o di fazione che per confrontarsi seriamente su soluzioni tecniche, preferibilmente condivise.
Vorrei invece provare a restare fuori da ogni polemica per affrontare il tema dei Municipi sotto l’aspetto amministrativo. Dico subito che i Municipi di Roma Capitale, enti di amministrazione diretta che gestiscono centinaia di migliaia di persone e territori grandi come comuni di medie dimensioni, così come sono strutturati, con gli attuali poteri e funzioni, sono assolutamente inutili.
Una convinzione che avevo da tempo ma che in occasione dei recenti incontri organizzati, pur lodevolmente, dalla Presidenza del II° Municipio, si è ancor di più rafforzata.
Il risultato e il panorama prospettato negli incontri è veramente deludente.
A un anno dalle ultime elezioni partono solo ora i primi bandi di gara per qualche lavoro pubblico con ulteriori tempi tecnici per le relative aggiudicazioni: siamo rimasti fermi per un anno con i nostri quartieri abbandonati e in piena emergenza.
Un’emergenza sotto gli occhi di tutti noi: dai cassonetti insufficienti per la raccolta dei rifiuti con discariche a cielo aperto in ogni angolo, alle strade e ai marciapiedi dissestati e pieni di buche, dalla segnaletica orizzontale e verticale con strisce pedonali ormai inesistenti e cartelli caduti,  agli alberi di alto fusto che cadono ovunque e con quelli più piccoli tipo gli oleandri assolutamente non curati, dalla mancanza di vigilanza della polizia  locale che ormai ha lasciato vuoti perfino quelle ormai inutili e deserte “casette verdi” in varie piazze costate chissà quanto ai mille disservizi quotidiani di una città sempre meno vivibile. E l’elenco delle cose che non vanno potrebbe continuare …
A fronte di queste emergenze i Municipi non hanno voce, neanche un euro di bilancio proprio, è tutto derivato dal Comune che naturalmente fa e disfa a suo piacimento. Vorremmo sapere ad esempio che fine hanno fatto molti oneri concessori per varie opere pubbliche  che invece di essere rimasti nei bilanci dei Municipi per interventi in loco hanno preso le strade più diverse: emblematico il caso dei milioni di oneri concessori versati da Cassa Depositi per il palazzo dell’ex Poligrafico di Piazza Verdi e mai reinvestiti nella zona; questo lo chiamano decentramento?
I Municipi non hanno poteri decisionali e con gli esigui fondi a disposizione riescono a malapena a fronteggiare le emergenze.
Nel secondo Municipio solo 1 milione di euro se ne andrà per le scuole, e poi? per la viabilità secondaria solo per via della Moschea ci vuole un altro milione e mezzo! Quanto resterà per tutto il resto? Nulla!
Una burocrazia sovradimensionata, con Commissioni, Assessori, impiegati, uffici, garanti, tecnici, ecc. ecc. per un Municipio grande come una città media italiana che, per contro, non ha risorse proprie e lascia tutto com’è, senza riuscire a dare risposte ai cittadini che dovrebbero trovare invece proprio nel Municipio l’organo di riferimento diretto e di immediata risposta.
Possono cambiare i governi politici, destra, sinistra, centro, 5stelle, lega, ma se non cambia la struttura stessa dell’Amministrazione municipale, se non avranno ad esempio introiti propri, non andremo da nessuna parte.
Oggi i Municipi a Roma sono strutture inutili, senza poteri, senza una struttura amministrativa snella, senza fondi adeguati, senza autonomia patrimoniale, senza interventi immediati ed urgenti
Non possono fare nulla: sono dei “poveracci”.. come noi cittadini che dobbiamo subire questa presa in giro.
Questo parassitismo misto a inefficienza, deve cambiare radicalmente, deve mutare la struttura stessa dei Municipi a Roma per farli veramente funzionare e rispondere così alle esigenze più impellenti di cittadini.
A questo poi va sommato l’assoluta incapacità degli amministratori municipali di influire sulle scelte tecniche della Polizia Locale e delle municipalizzate AMA, ACEA, ATAC che sono assolutamente “repubbliche a sé”, impermeabili a qualsiasi sollecitazione.
Mentre registriamo. e lo diciamo con amarezza, una crescita costante della pressione fiscale con le case dei nostri quartieri che si ritrovano estimi catastali aumentati senza alcuna verifica puntuale, con IMU, TASI, TARI, IRPEF tra le più alte d’Italia, subiamo le conseguenze quotidiane ed evidenti di servizi inefficienti.
Trasformare i Municipi e farli diventare veri piccoli comuni con poteri reali e di prossimità ai cittadini, magari con il coinvolgimento reale di Associazioni e Comitati di cittadini e residenti, con Consulte dotate di reali poteri, oggi vietate dai regolamenti comunali o comunque interpretati in tal senso restrittivo: sembrano queste le uniche, ultime, vere speranze per una Capitale, la nostra Roma, sempre più abbandonata da chi dovrebbe invece tutelarla, difenderla, valorizzarla come fanno tutti i Paesi europei con le loro Capitali.
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Massimo Santucci

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