Eternamente chiuso

Immaginiamo che questo cancello sia aperto. Lo so non è facile ma sforziamoci. Non si aprirebbe solo un parco al piacere di una passeggiata, di una corsa di bambini, di un po’ di fresco nelle calde sere d’estate.

Si aprirebbe la speranza di sapere che qualcosa ancora funzioni che non siamo stati imbrogliati per anni da gente incapace, inutile anzi dannosa che non ha vergogna di uscire da casa la mattina e tornare la sera sapendo di non aver fatto nulla.

Non so chi sia questa gente perché non seguo da vicino le vicende di questo parco – e per me chiunque sia questa gente rappresenta l’uomo in generale – ma so che molto tempo fa passavo da viale di villa Massimo e sentivo le giostrine dei bimbi che suonavano festose e questa eco mi giunge ancora non so da quanti secoli, sembrano passati millenni.

Ho sempre avuto fiducia nel lavoro di ogni uomo (si, per carità anche di ogni donna, non ho mai fatto distinzione) della sua dignità e ho sempre pensato: “non è giusto che mi metto in mezzo, chi ha responsabilità lo farà e lo farà meglio di come lo farei io perché è lui (o lei) il competente”.

Mi dicono: hai sempre pensato male! E a me dà un fastidio enorme ammettere di aver sbagliato.

?

E quel cancello resta chiuso, inesorabilmente chiuso, inutilmente chiuso, dannosamene chiuso, dannatamente chiuso, vergognosamente chiuso, impunemente chiuso, eternamente chiuso.

Che peccato!

 

Valter

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